Giornata mondiale dell'Alzheimer. "Più posti nelle strutture. Non è solo perdita di memoria"
ArezzoTV
“Il babbo è ammalato da quando aveva 65 anni. I primi sintomi sono stati non riconoscere più i familiari e perdere il senso dell'orientamento”. Sono passati 20 anni da quando il padre di Elisa
Ghignoni, si è ammalato di Alzheimer. Ora l'uomo è ospite presso la Casa di Riposo Fossombroni, assieme al marito di Maria Pia Bassani. Le incontrami, entrambe, nella struttura aretina, nella giornata mondiale dell'Alzheimer, il 21 settembre.
L'Alzheimer non è solo perdita di memoria, ci raccontano, quello è solo il primo sintomo.
Perdi ogni funzione che fino al momento della malattia, era acquisita. Perdi la tua vita.
Una vera e propria emergenza, per la maggior parte della vita di queste persona a carico delle famiglie e dei cargiver. Un tema sul quale Antonio Rauti, nuovo presidente della Casa di Riposo Fossombroni, vuole porre l'accento, lo farà in occasione del convegno in calendario il 23 settembre nella Sala Rosa del Comune di Arezzo, dal titolo Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie.
Tra gli interventi anche quello dell'avvocato Ariano che ha difeso Giuseppina Martin, la donna valdarnese assolta dall'omicidio della madre malata di Alzheimer.
“Dobbiamo fare qualcosa per queste famiglie. Il malato c'è e ha il suo percorso sanitario, ma perché dobbiamo far ammalare anche chi le assiste? - si chiede Rauti alla vigilia dell'evento - perché non lavorare per migliorare le cose? Facciamo qualcosa, tutti insieme”.
Il convegno è aperto a tutti e sarà in diretta social sulla pagina Fb di Arezzo TV.