Maria Vittoria scrive a Mattarella, lui le risponde e si complimenta
ArezzoTV
Studentessa aretina scrive una lettera aperta al Presidente della Repubblica Mattarella e lui le risponde e si complimenta con lei. Protagonista Maria Vittoria Meacci, 17 anni da compiere, studentessa al terzo anno del del Liceo “Vittoria Colonna” di Arezzo.
Nella lettera, inviata lo scorso 26 febbraio, la giovane richiama al 2026, “ data storica per l'Italia”. Poi ne specifica i motivi. “Il voto alle donne, l’Assemblea Costituente, il referendum istituzionale – scrive - fra poco sarà l’8 marzo e dunque ciò che per noi ragazze risulta scontato è invece un diritto conquistato dopo secoli di lotte”.
Una lunga lettera in cui Maria Vittoria richiama alla nostra Costituzione, di cui si dichiara appassionata lettrice, definendola “un approdo sicuro” e poi invita Mattarella al Saracino.
“Frequentando l'indirizzo economico-sociale del Liceo Colonna – ci racconta – abbiamo parlato di Costituzione. Nel 2026 ricorrono gli 80 anni della nostra Carta e anche del voto delle donne. Diritto non scontato”. Quasi impossibile pensare che una penna così vivace e colta appartenga ad una ragazzina di appena 16 anni.
Indipendenza e libertà delle donne, dunque, come valori da non dare per scontati.
“In diversi paesi tutt'ora le donne non hanno il diritto di voto – prosegue Maria Vittoria - quindi non possono esprimere la loro opinione. Anche questa è una violenza, perché non hanno diritto di parola.”
Nella lettera c'è anche il riferimento al momento storico e alle guerre in atto. Quando Maria Vittoria l'ha scritta, la questione in Iran non era ancora scoppiata.
“Troppe guerre, anche non lontano da casa nostra, molte ingiustizie sociali che alimentano le crescenti disuguaglianze, tanto odio e poco dialogo – scrive la giovane - questo è lo scenario che purtroppo ci circonda. Eppure nonostante queste meschinità dobbiamo avere fiducia nel futuro, dobbiamo alimentare la speranza”. Poi l'invito ai suoi coetanei, che lei definisce “pagine bianche”.
Abbiamo il dovere di metterci in gioco e di ascoltare anche chi è diverso da noi o non la pensa come noi – prosegue la lettera – in questo senso noi giovani, le ragazze ed i ragazzi di Arezzo e così idealmente quelli di tutta l’Italia e di tutta l’Europa, abbiamo un compito preciso. Dobbiamo essere ambasciatori di pace”.
Nella lettera, poi si cita Primo Levi, San Francesco, Giosuè Carducci con la celebre frase: “basterebbe Arezzo alla gloria d’Italia” e i grandi che hanno fatto la storia di Arezzo e dell'Italia: Francesco Petrarca, Giorgio Vasari, Michelangelo Buonarroti, Guido Monaco, Piero della Francesca
Quindi Maria Vittoria invita il Presidente Mattarella alla 150esima edizione della Giostra del Saracino, quella che si terrà di domenica 6 settembre 2026 in Piazza Grande ad Arezzo.
Pochi giorni dopo questo tenero invito, arriva la risposta. Una telefonata da parte del Presidente Matterella, per tramite della Sua Segreteria particolare. A squillare è il telefono di Enrico Meacci, padre di Maria Vittoria. Era stato lui attraverso la sua mail ad inviare la lettera.
“Il Presidente ha risposto con una telefonata, la telefonata che non ti aspetti – ci racconta Enrico Meacci – il telefono ha squillato, ho visto il numero 06 46 99 (centralino del Quirinale ndr), ovviamente non sapevo fosse il numero del Quirinale, anzi credevo fosse un call center. Dall'altro capo del telefono, molto garbatamente, la Segreteria Particolare del Presidente della Repubblica si è annunciata e con toni, quasi affettuosi, mi è stato riferito che il Presidente è stato molto colpito dalla sensibilità e dal senso civico di Maria Vittoria. Ha definito la sua lettera quasi una lezione di educazione civica”.
Maria Vittoria da grande, ci confessa, vorrà fare l'avvocato. Seguire insomma le orme di famiglia. Ma non molla e vorrebbe davvero che il Presidente visitasse la sua amata Arezzo.
“Mi hanno detto che il Presidente non può venire per via della difficile situazione internazionale – conclude Maria Vittoria – ma se cambiasse idea mi candido a fare da Cicerone, per mostrargli tutte le meraviglie della nostra città”.