Dopo il voto la resa dei conti. Avs: "candidature calate dall'alto. Inzia un percorso dal basso"
ArezzoTV
Dopo il risultato del ballottaggio inizia la resa dei conti all'interno della coalizione di centro sinistra che ha perso le elezioni ad Arezzo, per la terza volta consecutiva.
Con un documento firmato da Walter Ralli, Gianni Mutarelli e Franco Dringoli, Alleanza Verdi Sinistra punta il dito verso il Pd sottolineando come "da solo non può essere il punto di riferimento del campo progressista aretino". Parla di "candidature calate dall'alto" e annuncia un percorso che "comincia oggi e che parte dal basso".
Era stato proprio Francesco Romizi, in un commento a caldo preceduto dai complimenti al neo sindaco, ad annunciare di volersi "togliere i sassolini dalle scarpe". E' quindi da immaginare un serrato confronto all'interno di quel campo largo che ad Arezzo non ha portato alla vittoria.
"Prendiamo atto con rispetto del risultato elettorale - scrivono - e facciamo i complimenti al nuovo sindaco e alla coalizione vincente. Per noi, però, questa non è soltanto una sconfitta elettorale. È il punto di arrivo di anni di errori politici che hanno impedito al centrosinistra di costruire una vera alternativa alla destra. I numeri parlano chiaro: ancora una volta una parte maggioritaria della città ha espresso, nel corso delle ultime tornate elettorali, sensibilità e proposte diverse da quelle del centrodestra. Eppure, ancora una volta, divisioni, chiusure, ritardi e logiche di apparato hanno consegnato Arezzo ad altri cinque anni di governo della destra. È il momento di dirlo con chiarezza: il Partito Democratico non può più pensare di essere autosufficiente né di rappresentare da solo il punto di riferimento del campo progressista aretino. Le scorciatoie, le candidature calate dall'alto, i gruppi dirigenti che si ripropongono ciclicamente come unica soluzione possibile hanno mostrato tutti i loro limiti. Non servono più candidature costruite all'ultimo momento né figure da tirare fuori dal cassetto nei momenti di emergenza. Serve un percorso nuovo, aperto, partecipato, che rimetta al centro la politica, le idee e il radicamento nella società. Per questo, da subito, Alleanza Verdi e Sinistra e Arezzo 2020 inizieranno un lavoro lungo cinque anni. Lo faranno con umiltà, consapevoli delle nostre dimensioni, ma anche con la determinazione di chi sa che il cambiamento non si costruisce nelle ultime settimane prima del voto. Vogliamo contribuire alla costruzione di una nuova proposta per Arezzo, coinvolgendo associazioni, movimenti, energie civiche, forze politiche e tutti coloro che credono che questa città meriti di più. Vogliamo che il prossimo progetto di governo nasca dal basso e che il prossimo candidato sindaco sia il risultato di un percorso condiviso e non di una decisione maturata nelle stanze dei partiti. Rivolgiamo anche un appello a quella parte migliore del Partito Democratico che in questi anni ha lavorato con generosità e competenza spesso senza essere ascoltata abbastanza: è il momento di aprire una fase nuova, di mettersi in discussione e di costruire insieme un'alternativa credibile".