Studio e scoperta. 81 studenti aretini alla conquista della Costa Azzurra, grazie a "Francété 5"
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Un’estate tra studio, cultura e mare cristallino per 81 studenti di Arezzo (provenienti in gran parte dal Liceo Colonna), che hanno partecipato alla quinta edizione di "Francété", il viaggio studio che trasforma la Costa Azzurra in una grande aula a cielo aperto. Il progetto – il cui nome fonde significativamente le parole "Francia" ed "estate" – è nato da un'idea del professor Massimiliano Badiali, storico ex docente di francese al Colonna e, dall'anno scolastico 2026/2027, insegnante di Materie Letterarie e Latino al Liceo Redi. L'obiettivo? Offrire ai giovani un'immersione totale e autentica nella lingua e nella cultura d'oltralpe. Dal 12 al 19 luglio 2026, i ragazzi hanno vissuto una settimana intensa, alloggiando presso famiglie ospitanti francesi e frequentando le lezioni della prestigiosa scuola ESCCOM Langue Méditerranée. Divisi in quattro livelli linguistici, gli studenti hanno affrontato tre giorni di studio intensivo, per poi dedicarsi, nei pomeriggi, alla scoperta delle meraviglie della Riviera. Ad accompagnare il gruppo, insieme al professor Badiali e alla direttrice dell'ESCCOM Nina Derbal (coadiuvata da altri due docenti), con due accompagnatrici d'eccezione: Sara Ciucci e Valeria Kochev. Ex alunne di Badiali e diplomate EsaBac al Colonna, le due giovani si sono laureate in lingue alla prestigiosa Sorbonne di Parigi, mettendo la loro esperienza direttamente al servizio dei ragazzi.
Il programma ha saputo bilanciare perfettamente l'arricchimento culturale e i momenti di svago: Il gruppo ha visitato Cannes, Grasse, St Jean Cap-Ferrat e Antibes, con una tappa d'obbligo al celebre Museo Picasso. Poi ha esplorato Nizza, esplorata tra il fascino del Museo Chagall, la centralissima Place Masséna e l'immancabile Promenade des Anglais. Ma soprattutto ha vissuto tanto mare: dai bagni nelle acque dell'isola di Sainte-Marguerite ai momenti di relax sul litorale nizzardo. Otto giorni e ottantuno partecipanti mossi da tre pilastri fondamentali: linguistico (imparare il francese sul campo), culturale (ampliare i propri orizzonti) e sociale (condividere la crescita con i propri coetanei). "Questa esperienza – spiega il professor Badiali – non serve solo ad approfondire la lingua usandola in contesti reali e autentici, ma permette di respirare la storia e la cultura di una civiltà en plein air, superando i confini spesso chiusi dei libri di scuola." I giovani aretini si sono distinti per maturità, senso di responsabilità e spirito di collaborazione. Un comportamento esemplare che dimostra come esistano ancora ragazzi seri, educati e motivati a costruire, partendo dalla conoscenza, il proprio domani e un futuro migliore per tutti.