Oroarezzo, la sfida passa anche dalle gioiellerie italiane
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Passa dalle gioiellerie italiane e dalla capacità di insegnare ai giovani ad apprezzare il gioiello Made in Italy una delle sfide del settore orafo per contrastare la tempesta perfetta.
Secondo l’Osservatorio di Federpreziosi, le gioiellerie attive in Italia ammontano oggi a 11.842, per un fatturato nazionale 2025 che supera i 7,4 miliardi di euro. In questo quadro, la Toscana si ritaglia uno spazio significativo: con 723 esercizi, pari al 6% del totale italiano, la regione genera circa 408,5 milioni di euro, il 5,5% del giro d’affari complessivo del Paese. La stragrande maggioranza di queste realtà è costituita da microimprese (687 su 723), a conferma di una struttura produttiva frammentata ma radicata nel territorio. Arezzo, in particolare, concentra il 10% delle gioiellerie toscane, confermandosi polo di riferimento per la manifattura orafa nazionale. I punti vendita a livello nazionale continuano a diminuire. Il dato aggiornato ad aprile 2026 conferma una contrazione significativa: rispetto al 2024 si registra uno scostamento di 782 gioiellerie, equivalente a circa 65 punti vendita in meno al mese, due al giorno. Come muoversi per il futuro? La gioielleria del domani non dovrà limitarsi solo alla vendita del prodotto, ma trasformarsi in uno spazio capace di generare relazione, emozione e significato.