Luce e bellezza ritrovata per l'Acquedotto Vasariano ad Arezzo
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Una meraviglia che si è svelata sotto gli occhi dei presenti e d'ora in poi di tutti coloro che attraverseranno la città di Arezzo. La nuova illuminazione dell'Acquedotto Vasariano, inaugurata mercoledì 23 luglio, ha resto questo affascinante monumento visibile anche di notte.
Un’opera architettonica di straordinaria eleganza, che porta la firma di Giorgio Vasari.
Di giorno era possibile ammirare tutta la sua bellezza, ora sarà possibile farlo anche di notte con questa nuova illuminazione, grazie a fari a led a basso consumo, uno per ogni arcata.
“È una visione notturna veramente bella – afferma il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli - l’opera è bellissima, elegante, la conosciamo benissimo. Un forte segno sul territorio, però di notte era buia e nessuno la vedeva. Così ha una sottolineatura veramente importante. Un intervento in linea con quanto fatto fino ad oggi riguardo l’illuminazione dei monumenti storici di Arezzo.
Una città ricca di storia e di tradizioni e in questo caso ricca di una bellissima opera che è dovuta a uno dei nostri più grandi concittadini: Giorgio Vasari. Penso che gli abbiamo fatto un bel regalo”.
I 52 archi monumentali sono stati realizzati tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento per portare l’acqua nel cuore della città. Nel I secolo d.C. la romana Arretium era servita da un acquedotto che incanalava l’acqua dall’Alpe di Poti, in località Fonte Mura. La conduttura svolse a lungo il suo compito, ma alla fine del XIII sec. era in stato di abbandono.
Fu la Fraternita dei Laici a farsi carico della costruzione e affidò i primi studi all’architetto e pittore Giorgio Vasari. Dopo la sua morte (1574), il progetto rimase incompiuto fino al 1590, quando fu ripreso dall’architetto fiorentino Raffaele Pagni, su impulso del granduca Ferdinando I de' Medici.
Nel 1593 arrivò l’autorizzazione ufficiale e la Fraternita stanziò 120.000 scudi.
I lavori durarono fino al 1603, quando furono completati dall’architetto Gherardo Mechini.
L'inaugurazione della nuova illuminazione è anche la chiusura simbolica di tutte le iniziative dedicate a Giorgio Vasari a 450 anni dalla sua morte.
“Questo se vogliamo è l’atto finale dell'anno vasariano – ha aggiunto ancora Ghinelli - nel quale abbiamo mostrato le opere di Vasari, le abbiamo descritte e le abbiamo conosciute meglio. Qui abbiamo veramente enfatizzato una presenza sul territorio che per noi è fondamentale”.
Da 422 anni “gli archi”, come sono soliti definirli gli aretini, disegnano il panorama a nord-est della città e sono indubbiamente un elemento identificativo del territorio.
Sopra agli archi corre tuttora la condotta – oggi non potabile – che per secoli ha dissetato gli aretini. Una rete che è stata riscoperta e riattivata negli ultimi anni proprio dalla Fraternita dei Laici, con l’impegno del dottor Pier Luigi Rossi e del suo magistrato. Tra gli interventi il ritorno dell'acqua nella fontana di Piazza Grande, progettata sempre dall’architetto Gherardo Mechini.
Nel tempo anche le arcate erano state oggetto di un importante restauro conservativo, voluto dalla Fraternita dei Laici, proprietaria dell'infrastruttura, e dal Comune di Arezzo.
Per il progetto di illuminazione c'è stato uno sforzo economico importante, 65 mila euro della Fraternita più 25 mila degli sponsor pubblici e privati. La Soprintendenza ha seguito e approvato ogni fase del progetto.
“Il sindaco e il comune di Arezzo ci sono stati sempre vicino – ha detto Pierluigi Rossi Primo Rettore della Fraternita dei Laici – aver restaurato e poi illuminato queste 52 arcate è stata un’opera culturale. La Fraternità ha anche questo scopo. Abbiamo desiderato la presenza dei principali soggetti economici culturali della città, tra cui la Camera di Commercio, in modo tale che tutti quanti insieme si potesse recuperare quest’opera. Se vogliamo essere una città turistica dobbiamo andare su questa strada”.
Con la sua nuova veste notturna, l’Acquedotto Vasariano infatti, diventa non solo un monumento visibile, ma anche vivibile da chi, turisti o aretini, vorrà immergersi nella storia e nella natura in una rigenerante passeggiata notturna.