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Spray nelle scuole, spunta un altro caso dalla Cesalpino. Tavolo in Prefettura ogni tre mesi

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Un altro caso di spray al peperoncino in una scuola di Arezzo, che così salgono a tre.
A confermalo è Luciano Tagliafferi, direttore dell'ufficio scolastico regionale, che ha preso parte alla riunione in Prefettura che si è tenuta ieri pomeriggio, alla presenza delle forze dell'ordine, del 118 (presente il distaster manager Luca Pancioni) e dei dirigenti scolastici dell'Aretino.
Riunione convocata dopo i due casi all'Istituto Buonarroti Fossombroni, prima nella succursale di Piazza della Badia, poi nella sede principale di Via XXV Aprile. C'è stato un caso, precedente a quelli del Buonarroti, in una scuola media, ma non ci sarebbero state persone intossicate.
“E' stata una riunione importante erano presenti praticamente tutte le scuole superiori di Arezzo e anche una dirigente di un istituto comprensivo, Cesalpino, perché qualcosa è avvenuto anche lì, forse il primo caso – conferma Tagliaferri - oggi ancora di più abbiamo consolidato quella che è la rete aretina di intervento e quindi forze dell'ordine, forze che si occupano comunque di emergenza e le scuole, per un'attività di monitoraggio, controllo, informazione e formazione e nel caso della scuola anche di sanzioni e segnalazioni alle autorità competenti”.
C'è da far capire a questi ragazzi, insomma, che ad ogni azione c'è una conseguenza.
“Genitori e ragazzi si devono assumere delle responsabilità – prosegue Tagliaferri - a ogni gesto corrisponde una reazione. Molto importante è il coinvolgimento degli studenti specialmente quelli studenti delle scuole superiori, quindi la Consulta degli studenti di Arezzo, un gruppo di ragazzi fantastici e i rappresentanti di istituto. Chiaramente qualcosa detto dai loro coetanei, assume un valore e un'incidenza maggiore”.
Anche perché non è pensabile perquisire i ragazzi all'ingresso delle scuole per capire cosa hanno dentro gli zaini.
“Assolutamente, questo non lo possiamo fare però abbiamo chiesto maggiori presidi fuori dalla scuola da parte delle forze dell'ordine – prosegue Tagliaferri – il Prefetto ci ha chiesto di alzare la asticella dell'attenzione, per garantire la stragrande maggioranza dei ragazzi che ha voglia di stare a scuola, di studiare e di fare il proprio dovere”. Si è quindi deciso che questo tavolo di confronto tra scuola, forze dell'ordine e sistema dell'emergenza urgenza, si aggiorni ogni tre mesi. Rispetto ai responsabili dei casi, sono in corso provvedimenti disciplinari e sono state inviate le segnalazioni alle autorità competenti.
“Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari c'è un iter amministrativo della scuola e le scuole sono autonome su questo – precisa il dirigente regionale - saranno comunque provvedimenti importanti. Per quanto riguarda le autorità sono state fatte delle segnalazioni, delle denunce. D'altra parte a ogni azione corrisponde una conseguenza e i giovani d'oggi devono assumersi le proprie responsabilità”.

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