Al via i lavori di restauro della facciata della Pieve di Arezzo. A Natale lavori terminati
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“Finalmente possiamo dire che il 3 marzo 2025 sono iniziati i lavori di restauro della Pieve. Grazie a Bertelli (Patrizio Bertelli ndr) e a tutti gli altri benefattori”.
E' Don Alvaro Bardelli, parroco della Pieve di Arezzo, ad annunciare con immensa gioia che i lavori per il restauro e consolidamento della facciata della chiesa di S.Maria della Pieve, sono iniziati. Termine? Ufficialmente il 31 dicembre 2025, ma tutti sperano (Don Alvaro ne è certo ndr) che per la S.Messa di Natale 2025, gli aretini possano godere della loro Pieve senza le impalcature.
Sono lì da quel 12 giugno 2023, quando, alle quattro del mattino, si staccò un pezzo di una delle colonne della facciata. Fortunatamente senza recare danno a cose o persone.
“Grazie a Dio successe alle quattro del mattino – afferma ancora Don Alvaro – quindi non c'era nessuno sotto. Un episodio che è stato un campanello d'allarme per dire: muovetevi!”
La Pieve è indubbiamente uno dei gioielli d’arte e della fede più preziosi per la Chiesa diocesana e la comunità di Arezzo, un edificio tanto bello quanto fragile.
La facciata, dal piano del sagrato fino al terzo loggiato compreso, sarà sottoposta a un complesso ciclo di interventi con pulitura, consolidamento e successiva protezione del paramento lapideo.
Un lavoro che verrà effettuato con materiale identico o comunque somigliante all’originale.
“La facciata principale della chiesa di S.Maria della Pieve è realizzata principalmente con pietra arenaria tipica dell’area aretina – spiega il direttore dei lavori, architetto Lorenza Carlini – ed è interessata da un degrado diffuso al paramento lapideo. Esfoliazioni, polverizzazioni, distacchi. L'intervento sarà eseguito da restauratori qualificati con tutta una serie di lavorazioni che sono proprie del restauro lapideo”.
L’intervento è stato reso possibile grazie alle donazioni private tra cui spicca quella di 1mln di euro di Patrizio Bertelli, Presidente del Gruppo Prada, alla parrocchia.
“Sono felice che in tempi ragionevolmente brevi si sia arrivati a dare avvio ai lavori per la Pieve riguardanti la facciata – dice il vescovo Andrea Migliavacca - sono grato alla Soprintendenza per la celerità con cui è stata trattata la pratica, a Bertelli per il contributo che rende possibile questo intervento, a don Alvaro e al nostro ufficio beni culturali e quello tecnico per aver seguito le procedure e a tutti coloro che si sono attivati o lo faranno per sostenere questo importante e necessario intervento. Quanto accaduto possa essere di auspicio per altri che, potendolo fare, possono sostenere opere di restauro e di recupero di beni artistici ecclesiastici”
Oltre al restauro della facciata, a carico della diocesi aretina, in estate partiranno i lavori, con fondi ministeriali, per l'adeguamento sismico.
“La Soprintendenza di Siena Grosseto e Arezzo, nello scenario della Pieve di Arezzo, ha un duplice ruolo – spiega il Soprintendente Gabriele Nannetti - da una parte di autorizzare e sorvegliare i lavori che vengono portati avanti con risorse della diocesi. Dall’altra di gestire un progetto esecutivo già completato e le successive lavorazioni che si auspica di avviare entro la fine della primavera, massimo inizio dell'estate.”. Si tratta di “interventi strutturali – precisa ancora Nannetti - che riguardano anche elementi interni alla chiesa come le capriate, il tamburo e la volta”. Anche in questo caso si prevede di terminarli entro la fine del 2025. E non si esclude in futuro di intervenire su altri fronti.
“I lavori non si fermeranno qui – afferma Michel Scipioni direttore dell'ufficio diocesano per i Beni Culturali – avremo sicuramente bisogno di altri interventi. Intanto questo lavoro è importante per una messa in sicurezza e soprattutto per affidare al futuro una delle facciate più belle che abbiamo nel centro Italia”.
Anche la parte dell'abside della Pieve che affaccia su Piazza Grande, avrebbe indubbiamente bisogno di un restauro.
“Sì certo – afferma perentorio Don Alvaro – e non guasterebbe, qui mi rivolgo ai nostri politici, che Arezzo tornasse ad avere una sua Soprintendenza”.