Albero d’oro di Lucignano, ritrovate alcune parti a 100 anni dal furto. Al via un nuovo restauro
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Restituiti alla collettività alcuni importanti elementi dell’Albero d’oro, capolavoro della oreficeria italiana, sino ad oggi dispersi.
Il restauro è stato affidato all’Opificio delle Pietre Dure grazie ad un finanziamento della Regione Toscana. Tutto era partito da un recente ritrovamento, grazie alla collaborazione del Nucleo Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali (TPC) di Firenze, alcune importanti porzioni del cosiddetto Albero d’oro di Lucignano, colossale reliquiario considerato tra i capolavori assoluti dell’arte orafa italiana. A oltre cento anni dal furto del 1914, il recupero di alcuni elementi dati per perduti costituisce un evento di grande importanza.
“Ad essere rinvenute sono state – ha dichiarato il Comandante Mauti – quattro placche in rame dorato e argento smaltato, 16 ex voto in argento, un tempo collocati sulla base, una miniatura su pergamena e un cristallo di rocca molato”.
Il rinvenimento attuale obbliga ad una revisione della ricomposizione realizzata negli anni Trenta e sarà occasione di un restauro complessivo.
“Nel ringraziare la Regione Toscana per aver deciso di finanziare l’intervento di restauro, la Sindaca di Lucignano Roberta Casini ha auspicato che possano riemergere le parti ancora mancanti dell’Albero d’oro, ed in particolare il Cristo che domina il reliquario.