Divieto di sorpasso ai Tir in A1, no unanime delle associazioni di categoria
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Sono tre le associazioni di categoria aretine ad esprimere il loro dissenso in merito al provvedimento che introduce, da lunedì 3 novembre, il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti oltre 12 tonnellate nel tratto dell’A1 tra Incisa-Reggello e Chiusi, per circa 90 chilometri.
Secondo Stefano Biadetti presidente provinciale Confartigianato Trasporti Arezzo: “E' una misura nata sull'onda emotiva di tragici incidenti che comprendiamo nel dolore, ma che riteniamo sproporzionata e inefficace perché costringerà tutti i camion sulla sola corsia di destra generando lunghe colonne con un maggior rischio di tamponamenti tra mezzi pesanti e difficoltà ulteriori in presenza di trasporti eccezionali che viaggiano a basse velocità”.
Sulla stessa linea CNA Fita Arezzo. “Il vero problema per la sicurezza e per la fluidità del traffico lungo le nostre autostrade – assicura Antonio Peruzzi – non risiede nella manovra di sorpasso dei mezzi pesanti, ma prioritariamente nell’ inadeguatezza delle infrastrutture. A nostro avviso si tratta di una coercizione estremamente pericolosa che, oltre a non risolvere affatto i problemi di sicurezza, li sposta, creando nuove e più insidiose criticità a un settore essenziale, che muove l’85% delle merci in Italia”. E infine Confindustria Toscana Sud che esprime forte preoccupazione una misura che, secondo l'associazione, penalizza il sistema produttivo. Piuttosto rivendica la terza corsia, chiesta da molti, in quel tratto autostradale.
"È inaccettabile che il mancato completamento della terza corsia sull'A1, un'opera attesa da anni, si traduca ora in misure restrittive che rallentano il trasporto merci e aumentano i costi per le nostre aziende – afferma Alessandro Tarquini, Direttore Generale di Confindustria Toscana Sud – il divieto di sorpasso si configura come una misura di emergenza che, anziché risolvere il problema alla radice, crea ulteriori intoppi e impatti negativi sui tempi di consegna e sui costi delle merci”.