Fine anno amaro per i dipendenti di Amom, annunciati licenziamenti collettivi e chiusura attività
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Fine anno amaro per i dipendenti di Amom Srl, l'azienda con sede a Badia al Pino in provincia di Arezzo. Dopo lo sciopero dello scorso 19 dicembre, la notizia dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo. A darne notizia sono i sindacati e il sindaco di Civitella in Val di Chiana, Andrea Tavarnesi. Nel 2021 la Amom, creata dalla famiglia Veneri, fu ceduta alla Riri, un grande gruppo svizzero che si occupa di accessori metallici per la moda. Un gruppo che fa parte, a sua volta, di Oerlikon S.p.A., una holding anch’essa con sede in Svizzera.
Dopo l'incontro in Regione, andato a vuoto, ne era stato fissato un altro il prossimo 14 gennaio. Adesso la doccia fredda, licenziamento collettivo e cessazione dell'attività.
“Chiediamo con forza che l’azienda ritiri o sospenda immediatamente questa procedura e si presenti a un confronto vero e trasparente con Regione Toscana, organizzazioni sindacali e istituzioni locali – afferma il sindaco Andrea Tavarnesi - il comune non starà a guardare: saremo presenti in ogni sede utile, sosterremo ogni iniziativa a tutela dei lavoratori”.
“La Oerlikon-Riri evidentemente non ama la Toscana – commenta Gianni Rialti, dirigente Fiom Cgil - un anno e mezzo fa era stata la volta della FCM di Campi Bisenzio. E’ inaccettabile il comportamento dell'azienda. Non è possibile che una multinazionale si permetta di chiudere dalla mattina alla sera un sito produttivo e tagliare posti di lavoro”. Anche la Fiom Cgil ha chiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e si annunciano iniziative a difesa dei posti di lavoro.