Integrazione: lettera aperta di Saione Viva alla politica aretina. Quella attuale e quella che verrà
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Una lettera aperta indirizzata all'attuale amministrazione, ma in prospettiva anche al futuro sindaco che governerà Arezzo. Arriva alla nostra redazione dall'associazione Saione Viva, recentemente costituitosi per portare all'attezione delle istituzioni, le istanze del quartiere più popoloso e con la più alta densità di stranieri di Arezzo.
La lettera parte dalla richiesta del vince sindaco di Arezzo, Lucia Tanti, di richiesta di informazioni al centro islamico del quatiere di San Donato.
“Come associazione “Saione Viva”, nata quest’anno proprio per richiamare l’attenzione sul
progressivo degrado e sull’abbandono che il nostro quartiere ha vissuto nell’ultimo decennio – si legge – ci sentiamo in dovere di intervenire anche perché, come il quartiere di San Donato, anche nel nostro esistono spazi e questioni che meritino la stessa attenzione e trasparenza”.
Si chiedono maggiori controlli, nel rispetto di tutto e di tutti.
“Da tempo abbiamo chiesto – prosegue la lettera - controlli sugli esercizi commerciali che operano senza limiti di orario, aperti H24 e 365 giorni l’anno; verifiche igienico-sanitarie nei negozi alimentari compreso lo smaltimento dei rifiuti di ogni genere; accertamenti sulla sicurezza dei fondi adibiti a luoghi di preghiera o di ritrovo, affinché siano rispettate le norme su capienza, sicurezza e destinazione d’uso; verifiche sul sovraffollamento abitativo e sulle residenze irregolari”.
Una denuncia, un grido, che arriva da una quartiere che non ci sta ad essere ghettizato, ma rivendica la qualità della vità di un tempo. E poi l'appello alla politica, in generale, anche a quella che verrà.
“Queste nostre richieste non nascono oggi. Non nascono in campagna elettorale – precisa la lettera – sono istanze che i cittadini di Saione portano avanti da anni, spesso inascoltate. La nostra
non è una questione identitaria, ma di equilibrio sociale e di governo del territorio. Il fenomeno dell’integrazione e della coesione sociale non può essere lasciata alla spontaneità dei singoli ma si pianifica, si accompagna e si presidia”. L'associazione chiede quindi “un impegno pubblico, chiaro e verificabile da parte di chiunque si candidi ad amministrare la città. La campagna elettorale passerà – conclude la lettera - i problemi, se non affrontati con serietà, resteranno”.