Pronto soccorso e auto infermieristica. Tanti e Franceschini: "rischio de potenziamento"
ArezzoTV
Da una parte il pronto soccorso di Arezzo, dall'altra l'auto infermierizzata per la zona di Arezzo e del Valdarno. La sanità aretina al centro degli attacchi da parte degli amministratori di centro destra.
“A gennaio incontro aperto, dalla Regione risposte per la sanità di Arezzo. E quel che non va, si cambia”. Così il vice sindaco di Arezzo, Lucia Tanti, interviene sulla situazione del Pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo. “In questi mesi – spiega Tanti – ho tenuto un profilo istituzionale come si conviene specialmente su un tema delicato come la sanità. Già molti mesi fa, insieme ai comuni della zona aretina, ci furono date rassicurazioni su una nuova e diversa attenzione della Regione Toscana su tutta la filiera sanitaria: dalla risposta territoriale fino all'emergenza-urgenza senza dimenticare le azioni di potenziamento del San Donato e degli ospedali di vallata”.
“Come amministratori abbiamo tenuto un atteggiamento leale, silenzioso, paziente e prudente in particolare per rispettare gli operatori sanitari così sotto pressione, abbiamo invitato i cittadini al rispetto e ad un uso consapevole del pronto soccorso. Ora però la misura è colma, ogni giorno le criticità si moltiplicano. Il modo in cui la Regione Toscana sta trattando la sanità aretina è sempre più insufficiente, a tratti pessimo e mi aspetto soluzioni efficaci e un nuovo corso".
Le fa eco, anche se su una vicenda diversa, Stefania Franceschini, assessore alla sanità di Castiglion Fiorentino.
“Mentre tutti festeggiano il Natale felici e spensierati pare che sia circolata una informativa dell’Azienda Sanitaria ASL Sud Est sulla riorganizzazione delle PET 118, ovvero la Postazione Emergenza Territoriale che opera all'interno del Sistema 118, e che riguarda la zona di Arezzo e del Valdarno, ma che come sempre avviene, Castiglion Fiorentino e in generale la Valdichiana ne subisce, anche se di riflesso, la conseguenze. Perché è chiaro a tutti – prosegue – che in caso di necessità l’infermierizzata con sede a Castiglion Fiorentino verrebbe dirottata ad Arezzo”.
Insomma un de potenziamento che, secondo le due assessore, non può essere tollerato da parte del territorio aretino.