"Le banconote della Shoah". A Casa Bruschi spaccato inedito della vita degli ebrei deportati
ArezzoTv
“Le banconote della Shoah”. Si intitola così una mostra ospitata a Casa Bruschi ad Arezzo, che racconta uno spaccato inedito del regime nazista e di quello che accadeva nei campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale. Si tratta di circa 150 esemplari di “buoni”, denaro che circolava solo all'interno dei campi di concentramento nazisti, facenti parte della collezione di Cartamoneta Bistoni, custodita alla Casa Museo Ivan Bruschi, facente parte dunque del patrimonio di Intesa Sanpaolo. Già in uso nei campi di prigionia della Grande Guerra, durante la seconda guerra mondiale, i “buoni” venivano utilizzati in sostituzione delle banconote di corso legale per pagare il lavoro dei prigionieri. Storia particolare quella raccontata nella sezione dedicata al campo di Theresienstadt, conosciuto come Terezin, titolo anche del film propaganda che doveva testimoniare il regalo di Hitler agli ebrei. Una città, Terezin, dove si doveva dimostrare che la vita scorreva serena e felice. Nulla di più falso. Una volta passato il controllo della Croce Rossa, gli “interpreti” ed il regista di questa farsa, vennero deportati ad Auschwitz e uccisi. In mostra anche le banconote di quella che verrà ricordata come “Operazione Bernhard” la più grande opera di falsificazione della moneta, stavolta di corso legale, della storia contemporanea. Vicenda che sarà poi raccontata dal film “Il falsario - Operazione Bernhard (Die Fälscher)” uscito nel 2007 e vincitore del Premio Oscar 2008 come miglior film straniero. La pellicola ha per oggetto il piano segreto nazista messo in atto nella seconda guerra mondiale con l'impiego di 140 prigionieri dei campi di concentramento che stamparono false sterline e dollari, operazione ideata dal regime nazista per fiaccare l'economia inglese attraverso l'immissione nel mercato di monete false. La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile 2023.