Amom, Natale amaro per 70 dipendenti. Il 19 lo sciopero e a gennaio nuovo incontro in Regione
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Un Natale amaro per i 70 dipendenti della Amom, azienda di bigiotteria di Badia al Pino nel comune di Civitella in Val di Chiana. All'orizzonte una tredicesima assottigliata, il presidio e dopo le feste un nuovo incontro in Regione. Una crisi figlia del difficile momento del comparto moda, ma secondo la Cgil i margini per trovare una soluzione ci potrebbero essere.
“Amom già da tempo che subisce gli effetti della crisi di mercato – afferma Gianni Rialti, dirigente della Fiom Cgil - vorremmo però uno sforzo in più da parte dell'azienda, come è stato chiesto ai lavoratori attraverso l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Una maggior responsabilità da parte dell'azienda, nel cercare di invertire questa crisi”.
L'azienda, in passato di proprietà di un imprenditore del territorio, oggi è controllata da una multinazionale. “Nel 2021 l'azienda è stata ceduta al gruppo Riri – prosegue Rialti - un grande gruppo svizzero che si occupa di accessori per la moda. Successivamente è stata acquisita da una multinazionale svizzera che è Oerlikon, facendo sì che Riri entrasse al 100% nella proprietà di Oerlikon. Quindi Amon S.r.l. è direttamente controllata da Riri, che a sua volta è direttamente controllata da Oerlikon”.
Venerdì prossimo i lavoratori faranno un presidio di fronte all'azienda. “Un'iniziativa per rendere pubblico quello che sta avvenendo – precisa Rialti - vogliamo denunciare la difficoltà dei lavoratori, lottare per difendere il rilancio dell'azienda e i posti di lavoro perché si parla sempre di 70 famiglie ancora presenti all'interno di Amom”.
Il primo incontro in Regione era andato a vuoto, il prossimo ci sarà dopo le feste il 14 gennaio.
“Le proposte messe sul tavolo da parte dell'organizzazione sindacale, delle istituzioni (Regione Toscana, unità di crisi e sindaco di Civitella in Valdichiana), sono state tutte respinte perché non ritenute valide dall'azienda – afferma il sindacalista - il 14 gennaio è già stato convocato il prossimo appuntamento presso la Regione Toscana. Il tavolo è aperto, le proposte sono sempre sul tavolo e quindi ci auguriamo che l'azienda riveda le posizioni”.
A far rabbia c'è anche il fatto che in altri siti produttivi della Toscana l'azienda stia lavorando, mentre per il sito di Badia al Pino non ci sarebbero sufficienti ordinativi.
“Sì questo è un dato anch'esso particolare – conferma Rialti - all'interno del gruppo ci sono delle realtà che anche loro utilizzano lo strumento degli ammortizzatori sociali, ma non c'è un uso massiccio come avviene in Amon”. Di fatto il tempo stringe. I 70 lavoratori stanno utilizzando attualmente lo strumento del contratto di solidarietà che scadrà nella prossima primavera.