Cattivi odori, l'indagine del comune di Arezzo. "Dati accettabili"
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E' in una conferenza stampa, presso il palazzo comunale di Arezzo a cui hanno preso parte il sindaco Alessandro Ghinelli, l'assessore all'ambiente Marco Sacchetti e Alessandro Forzoni, direttore dell'ufficio ambiente del comune di Arezzo, che sono stati resi noti i risultati dell’indagine olfatto metrica che doveva indagare la presenza di odori molesti, segnalata ormai da quasi due anni, dai residenti di diverse frazioni del comune di Arezzo.
Le Poggiola, Chiani, San Zeno, Battifolle, Olmo, San Giuliano e Ruscello. I cittadini si sono costituiti nel “Comitato aretino stop puzzo” e ieri hanno voluto essere presenti, ma senza poter interloquire in quella sede con l'amministrazione comunale. Il problema è iniziato nel 2023, l'indagine è stata condotta da Ecol Studio dal 2 aprile 2024 al 31 marzo 2025 ed ha utilizzato il metodo Field Inspection - metodo a griglia, conforme alla norma europea UNI EN 16841-1:2017.
Numerose le segnalazioni che via via in questi due anni sono state inviate alle autorità competenti. La presenza di odori molesti, secondo i residenti, ha impedito la vivibilità in queste zone.
Il monitoraggio ha previsto l’impiego di valutatori addestrati che hanno rilevato, in campo, la frequenza di percezione dei vari odori in diverse condizioni stagionali, in 55 punti di misura e in determinate fasce orarie. Sono state monitorati odori di rifiuto umido, biofiltro, fognatura, solvente, ammoniaca, asfalto e fertilizzante. Nel complesso l’area di indagine che presenta la maggiore esposizione olfattiva è tra la località di Ponte alla Nave e l’area industriale di San Zeno.
Non ci sono a livello nazionale limiti normativi di concentrazione di odori in aria. Lo studio riporta anche un confronto tra l’indice qualitativo di esposizione olfattiva ed i limiti di accettabilità previsti dalle linee guida tedesche sull’odore in aria “Guideline on Odor in Ambient Air – GOAA.
“Nell’arco dei 12 mesi di monitoraggio - si legge in una delle slide fornite dal Comune - il valore guida del 15% (accettabilità) di frequenza di odore di rifiuto umido è superato all’interno di 6 celle limitrofe all’impianto di Aisa spa. In tutte le celle che coprono le aree residenziali la percentuale riscontrata è sotto il limite di accettabilità del 10%. L'odore di rifiuto umido, risulta essere l'odore maggiormente percepito con una frequenza massima di ore di odore pari al 35% riscontrata per la cella che contiene l'impianto di Aisa S.p.a al quale questa matrice è associata”.
“Abbiamo dei numeri che rappresentano delle percentuali relativamente modeste rispetto a quello che era il percepito - commenta il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli – non sono evidentemente così male come sarebbero state se avessimo fatto questa indagine un anno prima”.
Concetto ribadito anche dall'assessore Sacchetti.
“Dal raffronto dei grafici – afferma Sacchetti - tra il primo trimestre e l’ultimo c’è una sostanziale riduzione della percentuale, dal 60% al 15/20%”.
Oltre 100mila euro il costo dell'indagine. I risultati adesso saranno trasmessi ad Asl, Arpat e Regione Toscana. – prosegue Ghinelli – di questi risultati adesso saranno portati a conoscenza gli Enti che hanno titolo per dare eventuali disposizioni, ovvero Asl, Arpat, e Regione Toscana”.
A margine della conferenza stampa è stato l'Ing. Gabriele Clarissi a commentare i dati per conto del comitato. “Sono risultati che ci aspettavamo visto il tipo di analisi che è stata adottata – afferma Clarissi - quello che è importante è che l’odore di rifiuto umido è quello nettamente prevalente. Non ci siamo mai inventati nulla, anzi ci ha fatto male quando siamo stati accusati di aver riportato segnalazioni non veritiere”. E poi incalza il comune. “Rinnoviamo la nostra richiesta, raccolta dal sindaco e dalla giunta durante il consiglio comunale aperto, di proseguire l’indagine epidemiologica da parte del CNR – conclude Clarissi - da novembre ad oggi ancora non abbiamo avuto nessun riscontro”.