Lettera a Mattarella dai superstiti dell'eccidio di Civitella. "Vogliamo un riconoscimento"
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Dai semplici cittadini a coloro che hanno la responsabilità di tramandare quanto avvenuto dell'eccidio di Civitella, prima fra tutti l'associazione Civitella ricorda, il 25 aprile festeggiato con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mette un sigillo ad una memoria ritrovata e unita.
All'interno della Sala della Memoria, il vice presidente dell'associazione Terzilio Bozzi ha accolto Mattarella in una visita privata, con lui Santino Gallorini che ha consegnato al presidente il suo libro sulla memoria riunita.
Un giorno vissuto intensamente da tutta la popolazione e alla fine sono due le lettere consegnate al Presidente.
Una lettera è stata consegnata da parte della Preside Iasmina Santini dell’Istituto comprensivo “Martiri di Civitella”.
“La sua graditissima presenza ci dà l’occasione per riflettere sulla
memoria di quanto accaduto nella nostra storia più recente - si legge nella lettera - Il nostro Istituto Comprensivo “Martiri di Civitella” richiama nel suo nome questa memoria storica.
Noi studenti lavoriamo costantemente con i nostri insegnanti per riflettere e mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno pagato con la vita le atrocità della guerra.
Per questo motivo partecipiamo come Istituto a numerose iniziative sui temi della democrazia, tra cui la Marcia della Pace che si svolge ogni anno nei territori della strage.”
L’altra lettera, invece, è stata consegnata da uno dei superstiti, Cipriano Bonichi, che come altri parenti delle vittime delle stragi attendono notizie sul risarcimento per i crimini di guerra.
“Abbiamo chiesto un aiuto per sbloccare la nostra causa, perché andando avanti così è tutto un rimandare. Ma i soldi ci sono, che aspettano che moriamo tutti? Noi vogliamo anche solo una lira, ma soprattutto il riconoscimento che abbiamo ragione!”.