Vigili del fuoco morti per glioblastoma. rifiutata la causa di servizio anche per Ralli
ArezzoTV
E' stata respinta la causa di servizio del vigile del fuoco morto per glioblastoma, Antonio Ralli.
La comunicazione ufficiale è arrivata lo scorso 18 marzo. La vicenda è nota ed è balzata alle cronache circa un anno fa.
Mario Marraghini, Maurizio Ponti e Antonio Ralli, avevano in comune una vita dedicata al soccorso, quella nel corpo dei Vigili del Fuoco, ma purtroppo anche un destino tragico.
Sono morti a poca distanza l'uno dall'altro a causa di un glioblastoma di IV grado.
I familiari avevano quindi attivato una procedura per il riconoscimento della causa di servizio, alla famiglia di Ponti il diniego era arrivato mesi fa. Alla famiglia di Ralli nei giorni scorsi.
“Due anni per avere una risposta alla nostra domanda di causa di servizio. Una risposta che, in fondo, ci aspettavamo, ma che fa comunque male – scrive il figlio di Antonio Ralli, Matteo, sul suo profilo socia - soprattutto quando si dice che “l’incidenza di alcuni casi in un’area geografica non può essere automaticamente tradotta in un nesso causale diretto, necessitando studi epidemiologici di conferma”. Gli stessi studi epidemiologici che avevamo chiesto fin dall’inizio. Gli stessi studi che non sono mai stati avviati. E allora viene spontaneo chiedersi: chi dovrebbe farli, se non lo Stato? Noi, nel nostro piccolo – precisa Matteo - abbiamo raccolto casi. In tutta Italia”.
La rabbia delle famiglie è proprio questa. Che la causa di servizio potesse essere rifiutata era un fatto atteso, appunto, ma la vicenda era stata resa pubblica proprio nella speranza che venisse avviato uno studio epidemiologico a livello nazionale. C'è uno studio, avvialo lo scorso giugno insieme all'Università di Bologna, basato sugli esami del sangue dei vigili del fuoco, ma non si è ancora concluso. Ad ogni modo non avrebbe un valore epidemiologico, ma solo dimostrare se sono presenti pfas nel sangue dei vigili del fuoco. Manca quindi, comunque, il nesso causa-effetto.
Sul caso interviene anche il sindacato. “L'Unione Sindacale di Base esprime profonda indignazione per la delibera del Comitato di verifica per le cause di servizio – si legge nel comunicato - con cui è stata respinta la domanda di riconoscimento della causa di servizio presentata il 26 marzo 2024 dagli eredi del collega Antonio Ralli, Vigile del Fuoco in servizio presso il Comando di Arezzo, deceduto a seguito di un glioblastoma cerebrale di IV grado.
Secondo quanto riportato nella motivazione del diniego, “l’exitus per glioblastoma cerebrale di IV grado non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio in quanto, nei precedenti di servizio dell’interessato, non risultano fattori specifici potenzialmente idonei a dar luogo a una genesi neoplastica”, escludendo così ogni nesso di causalità o con causalità USB continuerà a battersi affinché venga fatta giustizia per il collega Antonio Ralli, per Maurizio Ponti e per
tutti i Vigili del Fuoco che ogni giorno mettono a rischio la propria vita e la propria salute”.
La famiglia adesso sta valutando il da farsi. Ci sono 60 giorni entro i quali decidere per un ricorso al Tar o addirittura di scrivere al Presidente della Repubblica. “Resta la convinzione che certe domande, prima o poi, qualcuno dovrà iniziare davvero a prenderle sul serio – scrive ancora Matteo nel suo post - Caro babbo, se loro pensano che mi fermo qui, si sbagliano di brutto”.