Arezzo, smatellato gruppo di estrema destra. Cinque minori indagati
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Si è conclusa, al termine di un’articolata attività investigativa durata oltre un anno, l’indagine condotta dalla Polizia di Stato di Arezzo, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze guidata dal Procuratore dott.ssa Roberta Pieri nei confronti di un gruppo, composto da alcuni giovani riconducibili ad ambienti dell’estrema destra ed attivi nella provincia aretina, per i quali è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’attività investigativa, fanno sapere gli inquirenti, ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme social e canali di messaggistica istantanea, sui quali erano stati individuati contenuti inneggianti all’ideologia nazifascista, messaggi discriminatori e materiale propagandistico riconducibile a gruppi di estrema destra.
Tra gli episodi, oggetto di indagine, la realizzazione nel territorio della provincia di Arezzo, in Valdarno fanno sapere gli inquirenti, di scritte quali “WHITE POWER”, “ITALIA AGLI ITALIANI”, “NUOVA ITALIA” e “ANTIANTIFA”.
Le indagini, portate avanti dagli agenti della Digos di Arezzo, hanno consentito di ricostruire modalità di reclutamento, organizzazione e coordinamento del gruppo, nonché la produzione e diffusione di adesivi e altro materiale propagandistico.
Le prime perquisizioni nel luglio 2025, poi a febbraio 2026. Hanno consentito di acquisire, confermano gli inquirenti, conversazioni, fotografie, video ed altri contenuti digitali, consentendo di delineare diversi ruoli ricoperti da persone appartenenti al gruppo.
In tutto cinque i monori indagati, ai quali viene contestato il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Gli accertamenti hanno consentito di delineare collegamenti tra i minori dell'Aretino e altri ambienti estremisti attivi su tutto il territorio nazionale.