"Amintore Fanfani, pittore". In mostra i quadri dello statista
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C'è lo studioso di storia economica, il costituente e il ministro e capo del Governo e infine c'è l'artista, la parte più sconosciuta di Amintore Fanfani.
C'è tutto questo nella mostra dedicata ad una delle figure più significative del Novecento italiano.
L'esposizione dal titolo “Amintore Fanfani, pittore” è stata inaugurata nel Museo civico di Sansepolcro nell'Aretino, a 25 anni dalla sua scomparsa.
E' stata organizzata dal Comitato per le celebrazioni a lui dedicate, promosso da vari enti tra cui il comune di Pieve Santo Stefano, di Sansepolcro, Kairos, circolo culturale Verso l’Europa, centro studi Amintore Fanfani, centro studi La Voce, Fondazione Archivio Diaristico Nazionale.
Alla presidenza Giuseppe Fanfani, anch’egli politico e pittore come lo zio Amintore.
La pittura non è mai stata per Fanfani un semplice passatempo o una stravagante velleità: fu, al contrario, un interesse autentico a cui si dedicò con impegno, rigore e costanza, le stesse caratteristiche riservate ai suoi impegni istituzionali.
“Questa mostra racconta una storia molto più antica dei suoi trascorsi politici – afferma il figlio Giorgio Fanfani – ci dobbiamo domandare se Amintore Fanfani non avesse avuto la carriera politica che tutti conosciamo, avrebbe potuto varcare i confini della notorietà come pittore? Io da figlio dico di sì. Io posso dire che lui dedicava l'anima alla pittura, era il suo vero grande amore”.
Il percorso espositivo narra la vicenda culturale e pittorica dello statista che, dagli esordi pittorici negli anni Venti, accompagna il visitatore fino agli anni Novanta, spaziando dai paesaggi, alle nature morte alle vignette caricaturali sui personaggi dell’Assemblea costituente nei primi anni della Repubblica.
“La prima scuola di disegno da lui frequentata nel 1917 fu quella della Società Operaia di Pieve Santo Stefano, dove è nato nel 1908 – ricorda Liletta Fornasari curatrice - tra il 1919 e il 1922 studiò alla Scuola tecnica di Urbino. Ad Arezzo, studente al liceo scientifico, seguì le lezioni di storia dell’arte con Guglielmo Micheli. Infine, a Milano, dove si iscrisse alla Facoltà di Economia, frequentò il pittore Vittore Zanetti Zilla, zio della madre, traendone preziosa esperienza. Non ha mai mescolato le due frontiere, quella politica e quella artistica, di questa esistenza così intensa. Anzi, era molto schivo agli elogi che gli erano stati tributati in occasione di mostre molto importanti. In queste opere la spiritualità di Fanfani emerge con tutta la sua forza, passando dalle prime opere quindi dallo stile astratto e informale delle ultime”. La mostra sarà ospitata nel nel Museo civico di Sansepolcro fino al 17 marzo p.v.