Si conclude "Odissea, il Viaggio della Conoscenza" di Gianluca Brundo
ArezzoTV
Il viaggio di Ulisse si è concluso dopo dieci anni di guerra a Troia e dieci di pellegrinaggio nel Mediterraneo. Giunto ad Itaca, prima di ricongiungersi con l'amata Penelope, egli dovrà conoscere l'arroganza dei Proci, il tradimento, le ingiurie, le percosse. Solo allora la Vendetta potrà essere compiuta, solo allora la Giustizia potrà essere ristabilita, secondo il volere degli dèi.
Dopo il successo dei primi due episodi dello spettacolo "Odissea, il Viaggio della Conoscenza", mercoledì 12 agosto alle 18:30 si conclude il percorso di Ulisse nella cornice senza tempo dell'Area Archeologica del Sodo di Cortona. L'autore e interprete Gianluca Brundo presenterà il terzo appuntamento con la messinscena dei canti dal XVII al XXIV: Ulisse mendicante, il cane Argo, i Proci, Iro, Penelope, l'arco di Ulisse, la Vendetta, il ritorno della Giustizia.
Lo spettacolo, che va nuovamente al cuore del "Viaggio di Ulisse" attraverso lo studio del testo, la sua riduzione, la traduzione e la regia di Gianluca Brundo, intende addentrarsi fino alle radici dell'essere umano, così ben narrate nell'epopea omerica: il ritorno, la resistenza, l'identità, la scoperta attraverso il cambiamento e la conoscenza di sé, come riflesso di una varietà di culture. I personaggi si susseguiranno, anche con l'uso di maschere e saranno immersi in una colonna sonora suddivisa fra musica greca antica e canzoni moderne che consentiranno di attualizzare il mito nella sua continuo rinnovarsi, comprensive di un intermezzo inserito senza soluzione di continuità. Il respiro è quello del Mediterraneo, così come le sue atmosfere epiche e sonore, che fondano il viaggio nel ritmo della recitazione e degli strumenti.
L'evento è patrocinato e sostenuto dal Comune di Cortona e dal MAEC, in accordo con la Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana.
In scena vi saranno anche le percussioni di Maicol Cucchi e le canzoni interpretate da Gaia Morgantini. I costumi sono di Maria Ines Saglietti.
Il Festival Radici Culturali, diretto da Gianluca Brundo, intende proporre poemi teatrali e letterari, presentandoli in veste scenica con rappresentazioni suddivise in più spettacoli, che vadano alla ricerca delle nostre radici ed alla scoperta dell'essenza umana.