Due mesi per un letto antidecubito e ancora non c'è. La lettera di un familiare di una 97enne
ArezzoTV
Quasi due mesi per un materasso antidecubito e ancora nulla. Ad attendere una risposta in merito è la famiglia di una 97enne aretina, residente in città.
La donna è ormai costretta a letto da tempo, per età e condizioni di salute. La famiglia ha inviato la richiesta del materasso e delle sponde.
La mail è stata correttamente indirizzata all'indirizzo di posta elettronica dell'ufficio protesi e ausili di Arezzo protesica.arezzo@uslsudest.toscana.it. Una prima richiesta inviata lo scorso 11 aprile e corredata dalla richiesta del medico curante e poi il 18 un'integrazione documentale.
Il 20 aprile arriva la prima risposta. “La sua richiesta è stata presa in carico”, recita la mail dell'ufficio Asl, poi un'altra il 10 maggio “provvediamo tempestivamente ad inoltrare sollecito di consegna”, ma letto e sponde non arrivano.
Passano altri giorni e il 30 maggio il terzo sollecito da parte della famiglia. Ancora via mail.
Ma nulla. A contattare nei giorni scorsi la nostra redazione è un familiare, esasperato dalla situazione. “Sono ormai al terzo sollecito – si legge nella mail inviata all'ufficio protesi - per la consegna di questo benedetto letto per una persona di 97 anni, costretta a letto e con terapie che segue a domicilio.
La tempestività di cui parlate nelle vostre mail ha quasi un sapore sarcastico e un tantino a presa in giro. Ma come può un servizio funzionare così male, come possono non esserci risposte per situazioni estreme, come si fa a dare risposte con tempi come questi?
La gente fa in tempo a morire prima che questa pachidermica macchina burocratica si metta in movimento – chiude la mail - Complimenti a tutti. Grazie”.