Il caso dei "frati sfrattati" arriva in Vaticano. Padre Giovanni: "spero in un ripensamento"
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“Mi dispiace davvero tanto che Padre Giuseppe vada via, qui con lui e Padre Giovanni avevo ritrovato la gioia”.
Così una fedele al termine della S.Messa al Santuario di Santa Maria del Sasso a Bibbiena.
L'ultima per Padre Giuseppe. Tra poche ore coloro che in queste settimane sono stati definti i due “frati sfrattati” si divideranno.
Padre Giovanni e Padre Giuseppe, frati domenicani di 86 e 90 anni, sono stati destinati dai loro superiori dell’Ordine dei Predicatori alla Casa San Domenico di Fiesole per tutelare la loro salute. Una decisione alla quale si erano opposti ed era partita anche una raccolta firme da parte di tutta la comunità. Alla fine Padre Giuseppe ha deciso di obbedire.
Eppure proprio lui in questo convento aveva assistito fino al suo ultimo giorno Padre Serafino, rettore prima dell’arrivo di Padre Giuseppe. Oggi, davanti ad una chiesa gremita di fedeli ed autorità, la sua ultima omelia.
“Ringrazio il Signore per questi 29 anni – ha detto nella sua omelia – ora è il momento di rispettare la Sua volontà”.
Padre Giovanni, invece, non ha intenzione di lasciare il Santuario. Il giorno deciso per la sua partenza sarebbe tra 24 ore, ma lui non vuole andarsene.
“Come ho detto schernzando in questi giorni, se non vengono i carabinieri a prendermi non mi muovo – ha detto scherzando al termine della S.Messa – in piena coscienza, perchè questa forzatura so che voi non la condividete e nemmeno io. Padre Giuseppe sa che non rimarrà solo. Pregheremo per lui e ci sentiremo, quando possibile. Sperando anche che all'ultimo momento ci sia un rispesamento. Un'altissima autorità del Vaticano, stava intervenendo, ma non abbiamo più tempo. Io rimarrò qui e da qui seguiremo Padre Giuseppe, perchè io spero che ritorni qui”.