Maltempo: l'Aretino escluso dalla lettera di Giani che chiede stato di emergenza per Massa e Lucca

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Lucca e Massa Carrara sì, Arezzo, con i comuni di Castel Focognano e Civitella in Val di Chiana no. Per il momento non ci sono i comuni dell'Aretino colpiti dalla tromba d'aria del 2 novembre scorso, nella lettera inviata al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio per inserire appunto nello stato di emergenza nazionale i territori esclusi in un primo momento.
A chiederlo erano stati gli stessi enti locali e anche il consiglio regionale aveva presentato una richiesta bipartisan.
Nella lettera il presidente Giani sottolinea come nell’immediatezza dell’evento la Regione avesse provveduto a richiedere lo stato di emergenza di rilievo nazionale per i territori delle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato: per queste province il Consiglio dei ministri ha deliberato il 3 novembre lo stato di emergenza per 12 mesi.
“L’evolversi del fenomeno e il successivo inquadramento delle segnalazioni e delle valutazioni provenienti dalle amministrazioni locali interessate – scrive Giani – ha messo in evidenza come gli eventi abbiano causato criticità e danneggiamenti anche nei territori delle province di Lucca e Massa Carrara, per le quali, con la presente, si richiede l’estensione dello stato di emergenza già dichiarato con la delibera del 3 novembre”.
Non si fa menzione dei comuni dell'Aretino. Eppure anche qui le persone e le aziende hanno subito danni importanti. A Pieve al Toppo c'è stato un calzaturificio travolto da un pino e dichiarato inagibile, a Pieve a Socana i tetti sono stati tutti divelti ed è stato colpito anche l'asilo nido.
Alcuni consiglieri regionali sentiti dalla nostra redazione ci hanno risposto.
“Acquisirò ulteriori informazioni per capire meglio”. afferma Stefano Scaramelli (Italia Viva)
“Il territorio della provincia di Arezzo è stato duramente colpito – afferma Gabriele Veneri (Fratelli d'Italia) – credo si tratti di una dimenticanza, visto l'atto che è stato approvato durante l'ultima seduta consiliare”.
“La dichiarazione di stato di emergenza risponde a criteri rigidi stabiliti dal decreto legislativo 1 del 2018. Non c'è discrezionalità politica. Chi sostiene questo, è in malafede afferma Lucia De Robertis (PD) – avremo modo di interloquire con il Presidente Giani, che ha a cuore tutta la Toscana”.

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