Omicidio Guerrina Piscaglia, va avanti anche la seconda causa per il risarcimento
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Quasi un milione di euro è la cifra che Mirko e Lorenzo Alessandrini, marito e figlio di Guerrina Piscaglia hanno chiesto alla Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro e all'ordine dei Premostratensi, al quale apparteneva Gratien Alabi come risarcimento.
La causa civile che prosegue a quasi 10 anni dalla scomparsa della mamma di Ca' Raffaello.
Il giudice Fabrizio Pieschi ha rigettato tutte le eccezioni dei legali della Chiesa e dell'Ordine religioso contro l'azione promossa dalla famiglia Alessandrini.
Secondo il giudice ci sono infatti i presupposti per tenere viva la causa, senza precedenti al mondo.
In sede penale i giudici aveva disposto per l'ex sacerdote una provvisionale di 100mila euro: ma Alabi non ha nulla e quindi non ha versato, e molto probabilmente non verserà, nemmeno un euro.
Il peso in caso di condanna potrebbe così ricadere su Diocesi e ordine religioso che dal canto loro sostengono, tramite i loro avvocati che Gratien Alabi abbia agito da provato cittadino e non nella sua funzione di sacerdote, loro dunque col risarcimento non c'entrano niente.
La prossima udienza è stata fissata per l'inizio del 2024, quando gli avvocati della famiglia Alessandrini dovranno presentare le memorie istruttorie.
In questo procedimento Alabi, che si trova in carcere a scontare 25 anni di reclusione per l'omicidio e l'occultamento del cadavere della donna, mai ritrovato, sarà giudicato in contumacia. Non sarà presente e non ha nominato nessun legale che lo rappresenti.
Anche le sorelle di Guerrina Piscaglia hanno intentato una causa civile: anche loro chiedono a Diocesi e Ordine un risarcimento da un milione di euro.