Blitz dei carabinieri in una ditta orafa. Lavoratori in nero, stangata per il titolare
ArezzoTV
Blitz nella notte in un'azienda orafa di Arezzo: lo stabilimento è stato chiuso e l'amministratore delegato denunciato. All'arrivo dei militari, nel corso della notte, l'attività lavorativa era in pieno corso: c'erano 34 persone all'opera risultate tutte impiegate irregolarmente, di cui 15 in nero. La proprietà, secondo quanto emerso, è riconducibile a un 31enne bengalese e tutti gli operai sono connazionali originari del Bangladesh. L'azienda, sita in via Francesco Baracca ad Arezzo - la strada che collega via Calamandrei all'aeroporto di Molin Bianco - è stata aperta da pochi giorni, non ha un brand con cui commercializza i propri prodotti, bensì lavora per conto terzi, realizzando semilavorati in oro, argento e altri metalli preziosi.
L'iniziativa del controllo è maturata nelle scorse ore a seguito di una raccolta di indizi che faceva presumere una possibile attività irregolare all'interno della struttura. I carabinieri della compagnia di Arezzo, assieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro, si sono mossi nella serata di ieri, giovedì 30 novembre, per verificare se ci fossero o meno situazioni di lavoro sommerso, ma è stata grande la sorpresa nel constatare l'alacre attività all'interno, con ben 34 lavoratori impiegati nel turno di notte, di cui il 100% irregolari. 15 infatti sono risultati in nero, 16 con visto non idoneo all’assunzione e 3 addirittura clandestini, senza regolare permesso di soggiorno per la permanenza sul territorio italiano.
Assieme ai militari presenti c'erano inoltre operatori dell’Ispettorato del Lavoro di Arezzo e dell’Inps, che hanno rilevato numerose violazioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, tre le quali l’omessa redazione del documento valutazione del rischio, la mancata formazione dei lavoratori, la mancanza dei requisiti minimi di legge sui luoghi di lavoro, l’omessa adozione delle misure di prevenzione incendi.
Il 31enne titolare della ditta è stato denunciato - vari i capi di imputazione - per le violazioni in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Denunciati inoltre i tre lavoratori extracomunitari risultati non in regola con il permesso di soggiorno in Italia. Per l'amministratore è scattato inoltre il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Conto salatissimo da pagare per quest'ultimo, da oltre 200mila euro: l’operazione ha infatti portato a elevare ammende per 13.963,56 euro, sanzioni amministrative per 109.080 euro e recuperi previdenziali per 87.750 euro. Sono inoltre ancora in corso accertamenti, per meglio delineare le violazioni riscontrate.