Uomo di 63 anni salvato con massaggio cardiaco e defibrillatore. Il racconto
ArezzoTV
Sono le 9:45 del mattino e in un sala d'aspetto improvvisamente un uomo di 63 anni si accascia a terra. E' successo il 15 dicembre negli uffici di Foiano della Chiana di Coldiretti. Ad intervenire con tempestività e sangue freddo due impiegati di Coldiretti, Massimo Di Chiara e Ruwan Lasantha, che si trovavano in ufficio in quel momento e si sono alternati nell’esecuzione del massaggio cardiaco, seguendo le indicazioni fornite dagli operatori del 118.
“E' stata una cosa improvvisa, un nostro associato si è accasciato nella sala d'attesa davanti alla mia porta e sono subito intervenuto fuori per vedere cosa era successo – ci racconta Massimo Di Chiara - l'ho trovato esamine a terra e mi sono subito accorto che era un infarto, così ho cominciato le manovre con il massaggio cardiaco aspettando che arrivasse il defibrillatore. I colleghi nel frattempo hanno chiamato il 112 per cui insieme a un nostro socio che era lì presente abbiamo continuato il massaggio cardiaco dandoci il cambio”.
La chiamata, geolocalizzata, è stata trasferita alla Centrale Operativa di Emergenza Sanitaria (COES) dell’area aretina, che ha attivato i mezzi di soccorso e fornito le indicazioni pre-arrivo per l’avvio delle manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Nel frattempo è stato recuperato e utilizzato un defibrillatore automatico esterno (DAE), collocato poco distante dall’ufficio Coldiretti, nei pressi del fontanello pubblico. Il dispositivo ha indicato la necessità della defibrillazione ed è stata erogata una scarica elettrica da parte dei presenti.
All’arrivo dell’ambulanza infermieristica del 118 dell’AVIS di Foiano, l’uomo aveva già ripreso le funzioni vitali ed era cosciente.
“Dopo aver usato il defibrillatore abbiamo visto i primi segni di vita – racconta ancora Di Chiara - sono stati pochi secondi, ma sono sembrati lunghissimi”.
Il 63nne dopo la stabilizzazione, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Siena, dove è attualmente ricoverato in buone condizioni di salute. Fondamentale la formazione per salvare vite, come in questo caso. “Ho già l'abilitazione da una decina di anni per l'uso del defibrillatore – conferma Di Chiara - poi ho fatto il corso di primo soccorso all'interno dell'ufficio come responsabile del primo soccorso dell'unità locale di Foiano. Certo un conto è farlo ad un corso su un manichino e un conto è farlo su una persona. Una cosa molto diversa. Sono comunque molto contento di come sia finita”.
“Il ringraziamento va agli impiegati della Coldiretti e alle persone presenti che sono intervenute con prontezza - sottolinea Simone Nocentini, direttore della Centrale Operativa 118 di Arezzo - L’esito dell’intervento è il risultato di una catena di soccorso che ha funzionato correttamente in ogni passaggio: dalla chiamata immediata al 112, all’avvio delle manovre rianimatorie, fino all’utilizzo del DAE e alle istruzioni fornite dalla Centrale. Episodi come questo confermano l’importanza di diffondere la cultura delle manovre salvavita e della presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici, elementi essenziali per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso. La rapidità dell’intervento e la disponibilità del defibrillatore hanno fatto la differenza”.