Black Friday anche ad Arezzo. "Fenomeno che pesa soprattutto sulle piccole imprese"
ArezzoTV
Ogni anno a fine di novembre, il mondo entra in una sorta di frenesia collettiva che coinvolge negozi, piattaforme digitali e milioni di consumatori. Si tratta del Black Friday che quest'anno ricorre il 28 novembre, ma già una settimana prima, dunque in queste ore, iniziano le offerte.
La spesa media prevista si aggira intorno ai 246 euro. “I consumatori ormai da anni sono abituati al periodo di sconti del black friday. C'è infatti chi attende l'arrivo delle promozioni per togliersi uno sfizio in più – afferma Valeria Alvisi presidente di Confesercenti Arezzo - per il venerdì nero particolare attenzione dei consumatori è rivolta ai capi della moda insieme alla tecnologia, agli elettrodomestici e ai prodotti di bellezza in cima ai desideri degli italiani. Il black Friday piace soprattutto ai giovani e alle donne maggiormente propense agli acquisti. Comprano comunque anche gli uomini che aspettano questo periodo per acquistare prodotti che hanno nella lista dei desideri approfittando delle promozioni. Il black friday per alcune famiglie rappresenta anche l'occasione di anticipare gli acquisti per i regali da mettere sotto l'albero con particolare interesse per i capi e la merce di maggior valore dove la marginalità di risparmio risulta allettante”.
Un periodo che le associazioni di categoria giudicano a luci ed ombre.
“Negli ultimi anni il Black Friday ha anticipato a novembre molti degli acquisti che i consumatori avrebbero fatto a Natale – afferma Catiuscia Fei direttrice aggiunta della Confcommercio delle province di Firenze e Arezzo – non solo: se inizialmente gli sconti erano concentrati in un solo giorno, l’ultimo venerdì di novembre, e avevano un carattere straordinario, oggi in molti casi si estendono per tutto il mese. È evidente che ci troviamo di fronte a una crisi dei consumi, che si cerca di stimolare con promozioni e sconti. Tuttavia, questi strumenti non risollevano realmente le vendite: alla fine dell’anno i volumi restano sostanzialmente invariati, semplicemente spostati nel tempo, e spesso con margini molto ridotti. Questo fenomeno pesa soprattutto sulle piccole imprese, che si vedono costrette a seguire il ritmo degli sconti dettato dalle grandi catene, pur non avendo la capacità di sostenere i mancati guadagni, mettendo così a rischio la propria sopravvivenza.”