In 4mila ad Arezzo per un posto da infermiere. Prove iniziate in ritardo per un problema tecnico
ArezzoTV
Quasi 4mila in fila sotto il sole, per un posto da infermiere. Il concorso bandito da Estar, riguarda un solo posto da infermiere a tempo indeterminato in Toscana.
Un appuntamento molto atteso, che rappresenta un momento fondamentale per molti professionisti sanitari e più in generale per tutto il sistema salute del territorio.
Al di là di chi sarà il fortunato o la fortunata a vincere, la speranza è di entrare in graduatoria.
La professione dell'infermiere, a giudicare dai numeri, è ancora scelta da molti giovani che però chiedono che in Italia, dal punto di vista delle tutele e del trattamento economico, si facciano passi in avanti. “Io attualmente lavoro in una Rsa – ci racconta Francesca che arriva da Grosseto – adesso sono qui e poi sarò in turno di notte. Spero con questo concorso di entrare in graduatoria, ma è molto difficile entrare in Asl. Non è possibile fare un concorso per un solo posto, guardi quanti siamo!”
Le prove si sono per altro aperte con un intoppo. Un'attesa di circa due ore prima dell'inizio delle prove per un problema tecnico.
“Non è una cosa dignitosa e non dà dignità ad una professione che è sempre più vessata non solo dal punto di vista organizzativo del concorso, ma anche delle richieste di personale – afferma il presidente Grasso - il concorso avrà altre prove, speriamo che questo problema non si ripresenti.”. E poi l'appello alla territorialità.
“Nel momento in cui si passerà alla fase delle assunzioni, invito l’azienda a tenere in seria considerazione il tema della territorialità – prosegue Grasso - una richiesta non solo di buonsenso, ma che trova solide basi in una visione strategica del servizio sanitario. Avere personale residente nel territorio o comunque motivato a restarvi è una condizione essenziale per garantire stabilità e continuità assistenziale. Solo così sarà possibile costruire un sistema sanitario più solido, coeso e capace di rispondere con efficacia e umanità ai bisogni della comunità”.