La sicurezza cardiologica ad Arezzo viaggia in taxi. Tre defibrillatori nei taxi aretini
ArezzoTV
Arezzo sempre più cardioprotetta, adesso i Dae viaggiano anche a bordo dei taxi in città.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie ad una donazione di Chimet che ha stretto una partnership con la cooperativa Taxi Arezzo che ha permesso di dotare tre taxi di tre Defibrillatori Automatici Esterni. “Con Chimet un taxi può salvarti la vita” è infatti lo slogan dell'iniziativa che aumenta la sicurezza cardiologica di cittadini, turisti e passeggeri.
“Li abbiamo posizionati in tre taxi e in tre turni diversi per coprire tutto l'arco della giornata – afferma Pietro Fazzuoli, presidente della cooperativa Taxi Arezzo.
I tre taxi dotati di defibrillatore saranno ben identificabili da un’insegna luminosa con il simbolo “Taxi-DAE” per garantire reperibilità e visibilità in caso di bisogno, inoltre gli strumenti sono già stati registrati dalla centrale operativa del 118 per consolidare una rete di pronto intervento da attivare nelle situazioni di bisogno. Il tempo a disposizione al momento di un arresto cardiaco è infatti di pochi minuti e, di conseguenza, la presenza del defibrillatore e l’immediatezza dell’azione risultano spesso decisive per salvare una vita.
“Ne abbiamo circa 1400 in tutto il territorio provinciale aretino – afferma Simone Nocentini responsabile dell’Area Dipartimentale Emergenza Territoriale del 118 – in città ce ne sono circa 500. Sono numeri che di danno la garanzia di avere una buona sopravvivenza in caso di arresto cardiaco”. Chimet ha sposato da subito il progetto della Cooperativa Taxi.
“E' un'iniziativa che va al di là della sponsorizzazione – afferma Luca Benvenuti, amministratore delegato di Chimet – è un progetto che ci è piaciuto molto fin dall’inizio perché rappresenta anche la vicinanza di Chimet verso la città d’Arezzo e soprattutto la responsabilità sociale Chimet sente molto forte”.
Un ulteriore obiettivo del progetto è collegato alla diffusione della cultura della sicurezza.
“I tassisti saranno in un certo senso ambasciatori della sicurezza cardiologica, inoltre i taxi – prosegue Benvenuti - sono veicoli in continuo movimento e possono raggiungere ogni angolo del territorio più velocemente rispetto ad altri mezzi, dunque la presenza di un defibrillatore a bordo potrebbe fare la differenza in situazioni di emergenza”.
E se l’evento si dovesse verificare in un taxi che non è dotato del Dae?
“Il collega può venire in soccorso – precisa Fazzuoli - e grazie alla nostra applicazione che ci consente di individuare dove si trova il taxi, arriverà a soccorrere la persona dove necessario. Sempre in collegamento con la centrale 118”.
Un plauso anche da parte del Comune di Arezzo. “Un’iniziativa che rappresenta un esempio concreto di come le forme di collaborazione possano generare valore per l’intera comunità - dichiara Simone Chierici, assessore alle attività produttive del Comune di Arezzo - la presenza dei defibrillatori sui taxi non solo aumenta la capillarità degli strumenti salvavita sul territorio, ma contribuisce anche a promuovere una cultura della prevenzione e dell’attenzione verso la salute pubblica. Si tratta di un segnale forte di responsabilità sociale e di attenzione verso cittadini e visitatori che merita di essere valorizzato e sostenuto”.
L’installazione sui taxi è stata anticipata da un corso di formazione tenuto dalla Croce Bianca che ha coinvolto gli autisti interessati dal progetto che hanno così già acquisito conoscenze e competenze per agire in caso di urgenza, apprendendo le tecniche per effettuare la defibrillazione in maniera sicura collegata al massaggio cardiaco.
“Le persone formate non sono mai abbastanza – afferma Luca Pancioni disaster manager della centrale 118 di Arezzo – più è alto questo numero e più è alta la possibilità di salvare delle vite. Ad ogni modo – precisa Pancioni - oggi grazie alla nuova normativa l'uso del defibrillatore è consentito anche a chi non ha effettuato il corso, solo però se guidato dalla centrale 118”.