Panno Casentino, i soci: "ad oggi nessuno si è fatto sentire"

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I giorni passano e le novità non ci sono e così i due soci della Manifattura del Casentino, storica azienda produttrice del Panno Casentino, stanno pensando di percorrere la strada della vendita dei macchinari che si trovano nello stabilimento di Soci. Non prima della data stabilita al tavolo regionale per attendere nuovi investitori, il 1° di febbraio.
“Sì abbiamo avuto alcuni incontri con persone interessate a una parte dei macchinari – ci confermano Andrea Fastoni e Roberto Malossi - d'altra parte non abbiamo ricevuto alcuna notizia di imprenditori interessati. Anzi nessuno si è fatto vivo nemmeno per i due furti che abbiamo subito.
Sono passati mesi e non si vede nessuno. E' quasi un anno che non riscuotiamo. Capiamo che non sia facile, probabilmente ci hanno provato”.
Nell'ultimo incontro in Regione Toscana, che risale a metà novembre, l'azienda aveva ritirato i licenziamenti per i 12 dipendenti. Era stato chiesto di prendere tempo, per dare modo ad eventuali imprenditori di farsi avanti. Ma purtroppo, ad oggi nulla.
“Ci eravamo detti anche di ritrovarsi una volta al mese – proseguono Fastoni e Malossi – ma non siamo mai stati riconvocati”. E così si pensa alla vendita dei macchinari, nello stabilimento di Soci si trova anche la storica rattina che produce l'iconico ricciolo tipico del Panno Casentino. L'amarezza però è tanta.
“I commercianti che hanno visitato il nostro stabilimento – proseguono i due soci – ci chiedono come sia possibile far morire un'azienda così. Che ha fatto la storia di questa regione con un prodotto riconosciuto in tutta Italia e nel mondo. A noi sembra una bestialità, però se ne prendiamo atto”. I due soci ipotizzano che all'orizzonte ci possa essere anche un intervento pubblico.
“Il Panno Casentino è un bene culturale immateriale di questa vallata e della Toscana – proseguono – se ci fosse un intervento pubblico, nessuno griderebbe allo scandalo, secondo noi. Con la crisi che vive il settore, noi non possiamo andare oltre”. Non rimane che l'appello al presidente Eugenio Giani. “Ha sempre dichiarato che si sarebbe occupato in prima persona del Panno Casentino – concludono Fastoni e Malossi – qui se gli enti pubblici non si preoccupano della crisi che stiamo vivendo, sarà un problema. In alcune parti del mondo si vive la guerra. Noi qui viviamo una guerra differente che non si fa con le bombe, ma i risultati sono comunque disastrosi”.

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