Pizzaballa a Rondine (Arezzo): “ostacolo alla pace è politica dal respiro corto”
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Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ad Arezzo in occasione dei giorni delle celebrazioni della Madonna del Conforto, cuore della devozione aretina e tempo forte per la comunità ecclesiale. La prima tappa a Rondine Cittadella della Pace, dove ha incontrato i giovani provenienti da luoghi di conflitto, impegnati in un percorso di convivenza e riconciliazione. Un legame, quello tra Pizzaballa e Rondine, che affonda le radici nel 2004, quando il futuro Patriarca ricopriva il ruolo di Custode di Terra Santa, come ha ricordato il presidente di Rondine. “Sì, noi eravamo alle prime esperienze, il cardinale era un frate e ci conoscemmo su questo tema della possibilità che i ragazzi tornassero o non tornassero, perché era già difficile allora, oggi è ancora più difficile – ha detto Franco Vaccari presidente di Rondine - specialmente quando parliamo di Gaza. Questo incontro, desiderato da tempo, ci ha dato un forte coraggio, ai ragazzi soprattutto. Sapere che c'è una personalità così impegnata, con forza e discrezione nello stesso tempo, con parole di pace, ha dato coraggio ai ragazzi, che hanno coraggio ma hanno sempre bisogno di adulti che li proteggano e che continuino a dire che la strada della vita è quella”.
Toccante per i giovani di Rondine l'incontro con il Patriarca.
“Quando si ascoltano i giovani che vengono da quelle esperienze, è sempre molto interessante – ha detto il Patriarca - non soltanto per quello che dicono, ma soprattutto per come lo dicono. Con lo spirito con il quale esprimono innanzitutto il dolore e la sofferenza dalla quale provengono, ma anche con il desiderio di superarla, quindi di non restare lì, di non lasciare a quel dolore l'ultima parola”. Successivamente un incontro pubblico dal titolo “Giustizia e pace in Terra Santa”, in programma nella basilica di San Francesco ad Arezzo.
Promosso dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, da Rondine Cittadella della Pace e dalla Caritas diocesana, l’incontro non si presenta come un semplice evento religioso, ma come un’occasione di approfondimento culturale e civile su una delle vicende più annose e delicate del panorama internazionale.
“L'ostacolo alla pace è sempre una politica dal corto respiro, interessi di vario genere – ha proseguito il cardinale Pizzaballa - la commistione molto pericolosa, difficilissima da disinnescare tra politica, religione, interessi vari e poteri. Però non bisogna mai rinunciare a lavorare per qualcosa di diverso. Non vogliamo lasciare la narrativa solo agli estremisti. Abbiamo bisogno di costruire e tenere viva anche la nostra narrativa di persone che sono la maggioranza, che vogliono vivere serenamente in pace, riconosciuti nei loro diritti e riconoscendo i diritti altrui”.
Durante l'incontro nella Basilica di San Francesco il cardinale Pizzaballa ha parlato della sua esperienza in Terra Santa. “E' un'esperienza di dolore, di fatica, di odio, di rancore, di una guerra che ha distrutto tantissimo, non solo nelle infrastrutture, ma anche nelle relazioni e dal punto di vista umano, ma è importante anche ricordare che non è tutto distrutto, ci sono ancora situazioni, persone, movimenti, organizzazioni, che comunque possono ancora dare senso alla speranza”.
Proprio per questo l'invito del Patriarca a visitare la Terra Santa, invito che potrebbe essere raccolto dalla diocesi aretina. In ponte un pellegrinaggio in Terra Santa al quale il vescovo di Arezzo-Cortona- Sansepolcro Andrea Migliavacca sta lavorando.
“Come Vescovi Toscani siamo stati lo scorso giugno in Terra Santa poi bloccati perché sono stati i giorni dell'attacco all'Iran da parte di Israele – ha detto il vescovo Migliavacca - mi piacerebbe promuovere un pellegrinaggio con i giovani nel prossimo autunno e quindi spero di poterlo vivere e quindi di incontrare lì il cardinale. Poi l'idea è di proporre per il prossimo gennaio gli esercizi spirituali per i preti a Gerusalemme e infine arrivare al pellegrinaggio diocesano prima dell'estate del 2027. Immaginerei queste tappe di presenza della nostra diocesi in Terra Santa”.
Accanto alla riflessione pubblica, la diocesi ha promosso una raccolta di farmaci destinata ai bambini di Gaza, che ha già raggiunto una cifra ragguardevole e che sarà consegnata direttamente al Patriarca.