Maltempo, Cia: “Agricoltura in ginocchio, servono strategie per difesa da cambiamenti climatici”
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“Abbiamo frane e smottamenti che stanno ridisegnando il territorio dell'Emilia-Romagna, gli allagamenti in pianura stanno compromettendo i raccolti. Per le piante da frutto, i danni saranno anche negli anni a venire.”
Lo ha detto il presidente nazionale di CIA Cristiano Fini, a margine dell'inaugurazione dei nuovi locali della sede aretina dell'associazione, in merito ai danni all'agricoltura causati dalle alluvioni nel territorio emiliano e romagnolo.
“E' una situazione paradossale – prosegue Fini – dovendo fare i conti con i cambiamenti climatici, si passa dalla siccità estrema alle alluvioni. Dobbiamo quindi cercare di mettere in sicurezza il territorio. Occorre una manutenzione più incisiva con la pulizia dei fiumi dalle piante che possono ostacolare il deflusso dell'acqua e mettere in sicurezza gli argini dei corsi d'acqua”.
Sul fronte toscano il presidente richiama alla situazione vissuta nel 2022, quando il settore agricolo ha dovuto fare i conti invece con un'estrema siccità.
“Dobbiamo realizzare una serie di interventi per cercare di trattenere l'acqua durante i periodi più piovosi e poi rilasciarla nei periodi più siccitosi – prosegue Fini – serve una strategia in questo senso. Quindi grandi invasi, ma anche piccoli bacini. Non spetta a noi farlo, ci sono i tecnici preposti a questo, ma la strategia è quanto mai importante anche in un territorio come quello toscano dove c'è una delle agricolture più importanti d'Italia”.