Lavoro: deciso presidio della Fimer al Tribunale di Arezzo
ArezzoTV
Un presidio da domani presso il Tribunale di Arezzo e venerdì 28 aprile uno sciopero generale di otto ore di tutti i lavoratori. Questo è stato deciso al termine di un’assemblea di fronte allo stabilimento Fimer di Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo. La vertenza va avanti ormai da un anno e mezzo e tiene con il fiato sospeso circa 280 lavoratori, più quelli dell'indotto. La crisi finanziaria che sta attraversando l’azienda, che lavora nel settore delle energie rinnovabili ed ha uno stabilimento a Vimercate (Monza e Brianza) e nell’Aretino, al momento non trova soluzione. Questa mattina si è tenuto un incontro con un rappresentante del cda che assieme a sindacati confederali e alle istituzioni si è seduto ad un tavolo per rispondere alle preoccupazioni di tutti.
Due i fondi di investimento che avrebbero presentato la loro offerta per rilevare l’azienda.
“I due nomi che sappiamo, per i quali però non c'è una conferma ufficiale, sono un fondo che sarebbe afferente al gruppo britannico dell’automotive McLaren – afferma Alessandro Tracchi segretario provincia della Cgil di Arezzo – l’altro è Clementy, che si era già avvicinato in passato. Entrambi affidabili, ma vorremmo conoscere i piani industriali. Non capiamo perchè siamo di nuovo nella fase in cui si rimettono in discussione entrambe le offerte. Per noi le priorità sono la continuità dello stabilimento e il mantenimento dei posti di lavoro”. Presso il tribunale di Arezzo è in atto una procedura di concordato. Entro il 28 aprile l’azienda dovrebbe decidere quale delle due offerte è stata accettata. Se ciò non avvenisse il pericolo di un fallimento sarebbe molto concreto. Ci potrebbe essere a breve anche un problema di liquidità, anche se lo stipendio del mese di aprile è stato garantito. “Non ci sono più soldi perché ci confermano che la finanza d'urgenza che permetteva all'azienda di acquistare materiali ed effettuare altre spese – afferma Ilaria Paoletti Fim Cisl – in questo momento è sospesa. Il rischio di un fallimento, se non verrà accettata alcuna offerta, è molto concreto”.